Museo: la tinaia
In una vecchia cantina posta a pianterreno cè la tinaia oltre al tino, grande da 520 mg,
vecchio di oltre un secolo.
Sul carro, oltre alla bigoncia per il trasporto delle uve, troviamo il basto del mulo con i classici barili
molto stretti a forma ovale
e non manca la bunsa, botte posta verticalmente alla quale veniva tolto
temporaneamente un fondo e serviva per la fermentazione delle uve. Inoltre
ci sono diversi aratri tra cui la sloira, tipico aratro per arare nelle
vigne, erpici, livellatori e vari tipi di zappe. In un angolo la vasca
per far fondere il verderame con le pompe irroratrici ed i solforatori. Non
mancano le slitte per il trasporto dei prodotti agricoli, le suere, per il
trasporto manuale di molti materiali. I teli di corda
per il fieno, la gerla ed addirittura un seggiolone da portare a spalle, sul
quale si poteva caricare un bambino oppure serviva ai vetrai per il
trasporto delle lastre di vetro. La falciatrice trainata dai buoi di inizio
1900 e diversi tipi di mole per larrotino. Si termina con la carretta a
duplice attitudine, da usarsi per la concimazione dei prati con il
terriccio oppure come burchet che con il rabel serviva per trascinare giù dai monti la legna sia da
ardere sia per farne broppe (pali per le viti), oppure le foglie da usarsi
come lettiera degli animali.


